Skam Italia 4: Recensione

Vi avevo precedentemente parlato della bellezza di Skam Italia. Una bellezza che mi aveva estasiata, incollata allo schermo. La sua semplicità, il suo magnetismo, qualsiasi cosa che viviamo nella nostra quotidianità è rappresentata da questo telefilm. Una vera e propria scoperta, nonostante con la terza stagione abbia subito un leggero sottotono. Ma con questa quarta stagione non ha fatto altro che confermare le mie prime impressioni. Sebbene nella terza stagione l’amore di Edo e Ele ci aveva letteralmente avvolti, con la loro chimica spaziale, nella quarta stagione assistiamo a qualcosa di completamente nuovo.

Sana da sicuramente la scossa che serviva a Skam. Una scossa a tratti delicata, ma nel contempo anche piena di spunti interessanti. Questa quarta stagione mi ha letteralmente assolta. Tratta sicuramente in modo eccelso il lato della diversità, complice anche della delicatezza Musulmana. Non mi ha più che altro interessato il filone amoroso di Sana e Malik, bensì quello che si nascondeva dietro ad esso. Il cerchio dei nostri protagonisti si chiude perfettamente con il season finale, che non è ancora ben chiaro se varrà anche come series finale. Sicuramente, per quanto mi riguarda, lo troverei perfetto. Ognuno ritorna al principio, sopratutto Eva e Giovanni, che ben per primi avevano aperto il cerchio di Skam Italia.

Sana è una protagonista interessante da scoprire. Mai noiosa, sempre fuori dagli schemi di questa società moderna. Per lei è difficile spiegare le sue origini, tuttavia riesce alla fin fine a sciogliersi e a sfogare tutto quello che conservava segretamente nel suo cuore. Ogni protagonista di Skam ci ha sicuramente dato qualcosa, ci ha sicuramente insegnato qualcosa. Presente sempre il tema dell’omofobia, così come il tema della accettazione in un nuovo millennio, dove ancora tutto sembra essere tornato all’antichità. É particolare vedere come vivono questi ragazzi, soprattutto ora che ci troviamo in una situazione ambigua. Un po’ come tornare alla normalità di una volta, facendoci rimpiangere quello che amavamo tanto vivere.

Non mi resta che concludere con una citazione finale, perfetta per rappresentare al meglio questa quarta stagione di Skam Italia.

42.721 ore. È il tempo che è passato dalla prima volta che ci siamo visti. Le ho contate prima. La prima volta era il primo giorno di scuola in succursale. Io ti ho visto da lontano mentre facevano la nostra classe. Speravo tanto che facessero il tuo nome, e poi l’hanno fatto. Siamo diventati compagni. Poi amici… poi amanti clandestini. Fidanzati. E alla fine due persone che semplicemente si ignorano ogni giorno. Quando siamo andati al lago per i cento giorni io ti guardano e pensavo al fatto che ormai non ci parliamo più. E allo stesso tempo però pensavo che senza di me e di te non ci sarebbe mai stato quel gruppo di persone che si è formato piano piano intorno a noi. Persone che non avrebbero mai nemmeno lontanamente immaginato di stare nella stessa stanza, e che invece ora si amano da morire e sono diventate in qualche modo grande insieme. Ogni tanto mi chiedo se ci vedremo ancora dopo la maturità. Mi chiedo pure se la supereremo tutti o se qualcuno verrà bocciato. Chi lo sa. Chissà se ci rivedremo dopo che saremo in università diverse, in città diverse, strade diverse. Probabilmente ci perderemo piano piano, senza accorgercene. Saremo convinti di rimanere in contatto solo perché guarderemo le nostre storie e ogni tanto faremo delle pizzate per cui alla fine – e date le persone – qualcuno piscerà all’ultimo secondo. Però proviamo a farlo succedere, a non sprecare tutto quello che abbiamo fatto. Tutti i pianti, i litigi, gli scherzi. Tutti i casini che abbiamo fatto insieme. Proviamoci, cazzo. Una volta avevi scritto in un tema che siamo convinti di andare verso il cielo e non ci accorgiamo che in mezzo c’è il soffitto. Però stavo pensando che se saltiamo tutti insieme… magari ‘sto soffitto lo sfondiamo. Vuoi provare?

Voto 9