Stranger Things: un piccolo capolavoro

Stranger Things: un piccolo capolavoro

tumblr_oamdmcyVkM1tdmwb4o1_1280Stranger Things mi ha letteralmente conquistata. Netflix ha fatto nuovamente centro. Serie-tv composta solamente da otto episodi, almeno per quanto riguarda la prima stagione, ci riporta agli anni ottanta. Prodotta da Ross e Matt Duffer, che alle spalle hanno solamente qualche episodio di Wayward Pines, Stranger Things riesce a catturare anche lo spettatore più cinico. Perché diciamocelo, veniamo colti da un mix di citazioni, riferimenti e richiami alla letteratura. Basti pensare a Stephen King, che nei suoi personaggi e nelle sue ambientazioni, rievoca sicuramente il mondo raffigurato in questa cittadina. Altre chiare citazioni a Spielberg, richiami puramente iconici a E.T. e ai fenomeni paranormali in genere. Insomma, Stranger Things vi farà fare un viaggio nel passato. Un viaggio che vi manderà in un vero e proprio rehab. Nonostante siano solamente otto episodi, è veramente impossibile fermarsi o fare una pausa tra un colpo di scena e l’altro, perché la trama che ci offrono i fratelli Duffer, raggiunge livelli di ansia, psichedelia, paura, commozione e una svariata dose di curiosità. I protagonisti sono fenomenali e intelligenti, nonostante siano solamente dei bambini. Dungeons & Dragons è la loro salvezza, il gioco che li farà essere più intelligenti dei loro genitori e, probabilmente, anche dello spettatore che si ritrova a vedere questo telefilm con un pizzico di ingenuità. Tutto nasce quando Will Byers, uno dei ragazzini, sparisce nel nulla.

Parte quindi la caccia al bambino, capitanata dal fantastico e unico sceriffo Jim Hopper. Un personaggio che ho amato fin dai primi fotogrammi, assieme a quello della madre del bambino: Joyce Byers. Interpretati rispettivamente da David Harbour e Winona Ryder, due grandissimi attori, questi personaggi riescono a bucare lo schermo assieme a Eleven (Millie Bobbi Brown). ‘Undici’ è la vera chiave di questo telefilm. Una bambina dalle doti particolari, che si imbatterà nei nostri protagonisti e li aiuterà nella ricerca di Will. Non voglio svelarvi troppo, perché Stranger Things è una serie che va vissuta minuto per minuto, senza troppi spoiler. Oltre ai richiami letterari e cinematografici che vi ho citato, Stranger Things decide di farci letteralmente secchi con la musica e la regia. La musica, soprattutto, dona un senso di nostalgia e ansia. Indimenticabili che vi faranno da colonna sonora, saranno i Clash con Should I Stay or Should I Go?. La regia, aiutata dalla splendida paesaggistica dell’Indiana, offre dei filtri fenomenali, che richiamano ovviamente gli anni ottanta. Abbiamo l’elemento sci-fi, i walkie-talkie, le mountain bike e i richiami a Risky business. Non manca niente per una sana dose di nostalgia. Un cast fenomenale, una trama intrigante, dove non poteva che essere che coinvolto il governo. Un mix di temi che arrivano dritti al cuore: l’amicizia sopra tutti. C’è l’amore famigliare, la preoccupazione dei genitori verso i loro figli e l’immancabile elemento paranormale. Stranger Things è un telefilm imperdibile, che riuscirà a farvi vivere otto ore intese. Vi sembrerà di guardare un lungo film, dove l’infanzia, se siete di vecchia generazione, si farà di certo sentire. Iniziatelo, non ve ne pentirete!

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