Recensione: “Maze Runner – La Fuga” di James Dashner

Mi manca solo l’ultimo capitolo per concludere la trilogia di Maze Runner (qui la recensione del primo libro), ma le avventure dei nostri Radurai mi hanno conquistata anche col fatidico libro d’intermezzo?

716EmT7SuKLTitolo: Maze Runner – la fuga

Autore: James Dashner

Edito da: Fanucci

Pagine: 364

Prezzo: 14,90 €  

Data d’uscita: 28 Agosto 2014 (Ristampa)

Trama: Quando l’uomo vestito di bianco e dalla faccia da ratto finì di parlare, Thomas capì che per lui e gli altri Radurai l’ora delle Prove non era ancora terminata…Il Labirinto e i viscidi Dolenti sono ben poca cosa se paragonati alla lunga marcia che la Cattivo ha stavolta pianificato per loro attraverso la Zona Bruciata, una landa squallida inaridita da un sole accecante e sferzata dalle tempeste di fulmini, popolata da esseri umani che l’Eruzione, il temibile morbo che rende folli, ha ridotto a zombie assetati di sangue. Nelle due settimane in cui dovranno percorrere i centocinquanta chilometri che li separano dal porto sicuro, la loro meta, tra cunicoli sotterranei infestati da sfere metalliche affamate di teste umane e creature senza volto dagli artigli letali, i Radurai dovrannodar prova del loro coraggio e dar voce al loro istinto di sopravvivenza. In questo scenario da desolazione postnucleare, superando le insidie di città fatiscenti e foreste morte, il viaggio verso il luogo misterioso in cui potranno ottenere la cura che salverà loro stessi e il mondo diventerà per Thomas, Brenda, Minho e gli altri un percorso di scoperta del proprio mondo interiore, del limite oltre il quale è possibile spingere le proprie paure.

La mia recensione:

Non ho un buon rapporto con i secondi libri. O meglio, i secondi libri che fanno parte di una trilogia. Raramente mi appassionano, tranne nel caso di “Catching Fire”, il mio libro preferito di Hunger Games, ma non è questo il punto. “Maze Runner – la fuga” non mi ha coinvolta del tutto, anzi! Mi ha confuso più del primo libro di questa trilogia distopica di Dashner!

Alla fine del primo romanzo ci troviamo di fronte a una situazione di domande irrisolte, alle quali speravo certamente di avere una dannata risposta, ma a quanto pare nulla da fare. L’autore continua con la sua scrittura enigmatica, lenta e soporifera. Gli elementi interessanti si possono contare sulle punta delle dita, come ad esempio il labirinto vissuto sia da un punto maschile che da un punto di vista femminile. Teresa la conosciamo già, fa parte del gruppo di Thomas ed è misteriosamente scomparsa e assente per praticamente tutto il libro. Questa cosa non mi è assolutamente piaciuta e non per via della speranza di una love story. Il personaggio di Teresa si è dimostrato interessante dal primo libro, grazie alla comunicazione mentale con Thomas, la quale nella “Fuga” si perde completamente. Nel compenso abbiamo un nuovo ragazzo Aris, il quale anche lui può comunicare con questo bizzarro mezzo rivisto. Ebbene, io speravo che questa comunicazione era unica e non ripetitiva.

I ragazzi senza la loro ragazza sono costretti a compiere una missione: raggiungere il porto sicuro. Tutta questa parte del camminare, dell’incontro coi Spaccati con tanto di gergo incomprensibile mi ha annoiata da morire. L’autore poteva almeno far luce su alcune cose fondamentali e mi chiedo come abbia svolto i fatti nel terzo libro! Deve ancor spiegare tutta la questione della C.A.T.T.I.V.O. segno per segno! Il libro lo salvo per la parte iniziale che ho trovato parecchio coinvolgente, ma dopo la metà sprofonda in dettagli irrilevanti che non hanno fatto altro che confondermi. La narrazione in terza persona non aiuta per niente e nei distopici pretendo almeno un punto fermo della situazione, cosa che non avviene con la scrittura di Dashner. Tuttavia sono curiosa di concludere questa trilogia e magari se ne ho voglia di leggere anche il prequel. Sul grande schermo questa storia, nonostante non tenga perfettamente fede alla trama, viene narrata con più chiarezza ed adrenalina e spero che questo succeda anche col secondo film.

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