The Walking Dead: Recensione 6×14: Twice as Far/Il secondo livello

Mai credere alla calma piatta di The Walking Dead, potrebbe nuocervi gravemente alla salute. Twice as Far inizialmente appare come un episodio psicologico, che vuol approfondire ogni sfaccettatura della routine di Alexandria. In realtà assistiamo proprio a questo nei primi trenta minuti: il gruppo è costretto a continuare la sua solita routine e, nonostante gli accordi con Hilltop, le provviste continuano a scarseggiare. Da una parte assistiamo quindi a Daryl, Rosita & Denise, alla ricerca di medicinali; mentre dall’altra Eugene e Abraham, intenti ad ispezionare un officina per la fabbricazione di pallottole. Fin qui tutto bene, sembra una classica ronda quotidiana. Come ben sappiamo però, The Walking Dead è sempre pronto a sferrarci qualche agguato inaspettato, tingendo i nostri schermi di rosso.

Il cambiamento è nell’aria. Rosita condivide il letto con qualcuno che non conosce. Si ritrova sola, senza l’unico uomo che pensava di amare. Abraham, d’altro canto, non aspetta un minuto a bussare alla porta di Sasha. Carol continua a mostrare una fragilità emotiva non indifferente, nonostante la presenza Tobin. Su quest’ultima, vorrei proprio aprire una parentesi, che diventerà un discorso che non condividerete. Carol, mi hai davvero stancato. Capisco benissimo Carol. Un personaggio che per quanto mi riguarda ha avuto i suoi alti e bassi, ma che nonostante tutto sembrava essersi ripreso. Dopo questo episodio però, spero vivamente che finisca qui. E’ la seconda volta che decide di abbandonare il gruppo. Mi spiace, ma proprio non lo accetto. Va bene, sei stanca di uccidere, non ti riconosci più.. ma cosa risolvi ad andartene? Lo hai già fatto alla prigione! Morgan ti ha veramente influenzato a tal punto? Non accetto questo comportamento da una donna come lei. Di solito è una combattente nata! Sa essere cazzuta e palesarsi al momento opportuno.. ma ora basta. La sua umanità l’ha sopraffatta. Carol, fammi nuovamente ricredere e muori da eroina.

Nonostante siate allibiti dal paragrafo precedente, torniamo a concentrarci sui restanti protagonisti di questi quaranta minuti. Denise in primis, è certamente la persona più influente di Twice as Far. Ha deciso di affrontare le sue paure, incappando anche in una stupidità quotidiana. Sicuramente, la sua morte era nell’aria. Inizialmente pensavo toccasse a Tara, dopo il famigerato discorso del ti amo. Quando qualcuno pronuncia le fatidiche paroline: ‘te lo dirò quando torni’, è spacciato per certo. Denise però mi ha sorpreso e ha deciso di uscire dalle mura di Alexandria. Dopo la famigerata scena della macchina, in cui è riuscita clamorosamente a difendersi, pensavo fosse salva. Ma, come sempre, i produttori hanno deciso di farla fuori nel momento più improbabile del mondo. Me l’avete proprio fatta, lo ammetto! Mannaggia a voi, mi pagherete la terapia. E no, non per la morte di Denise, che sinceramente non mi ha toccato più di tanto! Ma semplicemente perché, non appena ho visto QUELLA freccia infilarsi nel suo occhio, ho letteralmente urlato: ‘DARYL! BALESTRA!’

Lo so, sono scandalosa. Non vedevo l’ora che Daryl ritrovasse la sua amata arma, non era più lui senza! E, finalmente, possiamo assistere al ricongiungimento del true love! Nonostante ciò, vi basti sapere che ho trascorso gli ultimi dieci minuti della puntata con un’ansia immane. E, sorprese delle sorprese, il gruppo a capo di questi quaranta minuti, riesce a salvarsi il culo grazie ad Eugene! Alla faccia dell’inutilità caro mio, come sai mordere tu.. nessuno! Che il suo personaggio si stia finalmente avvicinando a quello del fumetto? Chissà! Nonostante ciò, a due episodi dalla fine della stagione, assistere ad episodi del genere, è una vera delizia! Ogni settimana è una sorpresa dietro l’altra, non ho ancora visto puntate di transizione, un record assoluto per The Walking Dead, non credete anche voi? Non ho idea di come mi sentirò tra due settimane, quando assisterò all’arrivo del famigerato Negan! Si salvi chi può!

Voto 8

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