Stranger Things – Stagione due: Recensione

Ben ritrovati su Netflix, ma soprattutto ben ritrovati negli anni ottanta. Torniamo a parlare di una serie cult che ha conquistato tutti noi: Stranger Things. Di questo piccolo capolavoro, ve ne avevo già parlato in precedenza QUI, con una prima stagione che mi aveva lasciato letteralmente senza parole. Ebbene, saranno riusciti i fratelli Duffer a replicare quel favoloso successo? A mio avviso hanno sicuramente fatto centro, sebbene con qualche lacuna. E’ ben difficile replicare a una favolosa season uno, la quale ruotava attorno al mistero della scomparsa di Will. Era il primo affacciarsi al mondo del sottosopra, un mondo che ci ha affascinato e tenuti incollati allo schermo. In questa seconda stagione, senza farvi troppi spoiler, abbiamo invece conosciuto di più i nostri personaggi. Personaggi che non rimangono uniti come nella season uno, bensì interagiscono con altri personaggi. Sicuramente ho quindi apprezzato la crescita di ognuno di loro, tuttavia mi è mancato profondamente vederli insieme.

Non che non interagiscano, parliamoci chiaro, tuttavia Undici, a differenza della season uno, ha quasi un ruolo finale, che si riesce a definire solamente nelle ultime tre puntate della seconda stagione. Tuttavia, il rapporto che vedremo instaurarsi tra Jim & Undici è uno dei più belli di questa seconda stagione. A seguirsi, quello creatosi tra Steve & Dustin. Sicuramente legami interessanti, insieme all’ingresso di nuovi personaggi, che hanno reso la seconda stagione una vera chicca. Per citarne alcuni, l’ingresso di Max e Bob sono stati tra i miei preferiti. Ma nonostante tutto questo, la season uno continua a dominare nel mio cuore. 

Anche quest’anno, non sono mancate le fantastiche citazioni. Sempre presente il richiamo ai Goonies, per poi passare al celebre Ghostbusters. Gran protagonista ancora una volta la musica, la fotografia e la sceneggiatura impeccabile. Stranger Things si conferma essere una serie di gran qualità, ma per quello che mi riguarda in questa seconda stagione si sono persi i colpi di scena. Ebbene, la trama prende una piega più prevedibile, soffermandosi di più nelle relazioni umane.

Relazioni che mi sono piaciute, come vi ho detto sopra, anche se avrei volentieri evitato la presenza degli ennesimi triangoli amorosi. Tuttavia, Stranger Thins si conferma essere quella serie rara, che non ci sazia mai. Il sottosopra è ancora il mondo che tutti amiamo, insieme agli imperdibili Demogorgon.

Nota d’onore va ancora una volta all’impeccabile cast, che migliora sempre di più. Sicuramente abbiamo potuto apprezzare appieno la recitazione di un Will fenomenale – quasi assente nella season uno – per poi susseguirsi con la solita Undici. Ma tutti loro sono speciali, nessuno escluso. In conclusione, la seconda stagione mi ha sicuramente conquistata e mi ha riportato nella favolosa cittadina di Hawkins, con la sua atmosfera unica e speciale. Grazie Netflix per averci regalato questa serie, spero che lo farai ancora per molti anni.

Voto 8

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