Star Wars: The Rise of Skywalker – Recensione

!CONTIENE SPOILER!

Chi l’avrebbe mai detto che un giorno sul mio blog avrei parlato di un film di Star Wars? Eppure eccomi qui, a trattare un argomento che mi è sempre stato sulle palle, più che altro per una questione mediatica. Di questa saga alla fine se ne parla fin troppo, se ne vede fino alla nausea e non sembra finire mai. Anche quel FORSE all’inizio del film stesso fa capire molte cose. Quello che a me urta, è voler spremere una saga fino al limone, solamente per amore dei fan. E qui non parlo solamente di Star Wars in sé, ma semplicemente faccio una considerazione generale sulle saghe fin troppo lunghe e brodose. Devo ammettere che da non fan della saga, ho recuperato solamente da un paio di mesi i ‘trentordici’ (solita drammatica!) film di Star Wars. Credo che alla fin fine, dopo averne parlato male per anni e anni, dovevo trovare una ragione per continuare a parlarne oggi. Mi conoscete, sono la solita rompicoglioni. Quella che tratta qualsiasi argomento, anche quello più scomodo. Ma bando le ciance e parliamo del film del 2019, quello che dovrebbe essere il finale assoluto della saga e della nuova trilogia.

Nel mio big-watcing di tutti i film di Star Wars, ho ovviamente trovato cose belle e cose brutte. Quella più rilevante è sicuramente la BANALITÁ di questa serie. Non è una cosa che si nota solamente in The Rise of Skywalker, ma si nota proprio in ogni singolo film. Gli eventi sono totalmente prevedibili, scontati, fanservice. Insomma, possiamo trovare qualsiasi parola per descriverli. Nei primissimi film della saga, si osa forse un pochino di più, con uno stile sicuramente diverso, ma comunque dannatamente prevedibile. In questo ultimo film, dalla resurrezione dello stesso Palpatine (hai rotto er cazzo), assistiamo a una serie di eventi alquanto scontati: le origini di Rey, la fanship con Kylo Ren, il ritorno di Ian Solo, Luke e compagnia bella… e altro altro ancora. La cosa che probabilmente ha spaccato a metà il fandom di Star Wars, è stata l’incoerenza in se che si è palesata in questo film: riportare l’equilibrio nella forza. Ora, se Palpatine non è morto allora, cosa cazzo ha portato Luke? L’estremo cazzo? Non prendiamoci in giro. I cattivi scarseggiavano e dovevano pur inventarsi qualcosa, ecco tutto.

Ma nonostante tutte queste grandi avversità, no sense e spaccature, il film non mi è dispiaciuto. Non è un brutto film. Si lascia guardare volentieri e se lo si vede senza grandi aspettative, non può deludervi più di tanto. Da un lato esterno, son riuscita a capire le scelte di questo film, come le origini di Ray. Alla fin fine ci sta che lei si senta una Skywalker, quello che magari stona è averle ripetuto per due film che doveva accettare chi era veramente. La caratterizzazione dei personaggi è sicuramente trattata col culo, come quella di Finn ridotto a essere il nulla con Rose. Ci siamo totalmente scordati il film precedente? Non saprei. I veri protagonisti sono sempre i droidi, gli unici inimitabili, che riescono sempre a strapparmi un sorriso. Dalla magnificenza di BB-8, all’ironia di C-3PO, al ritorno di R2D2, per poi arrivare all’introduzione di un nuovo droide. Insomma, le scene con loro non posso mai mancare e sono quelle che riescono a dare al film la leggerezza giusta.

A livello scenico la pellicola è impeccabile, assistiamo a lotte veramente ben fatte, fino all’introduzione dei nuovi poteri dei Jedi. Niente da criticare in merito, se non che tutto ciò ha tolto alla trama quella marcia in più. Quell’approfondimento in più che serviva, quella spiegazione in più che poteva far quadrare meglio il film, tra tante e tante virgolette. The Rise of Skywalker è un film che farà arrabbiare il fan più accanito, ma è in realtà un film che va preso per quello che è. Un film che rende alla fine omaggio in qualche modo a quello che c’era precedentemente stato. Star Wars alla fin fine è una saga per me fine a sé. Godibile, a tratti noiosa, dannatamente prevedibile, ma che comunque è riuscita a lasciarmi qualcosa da apprezzare. Come dico sempre: mai giudicare un libro dalla copertina, no?

Voto 7