Pretty Little Liars: Recensione 7×11: PlayTROLL

Le zoccolette sono tornate più trash che mai, regalandoci giochini alla Jumanji time! E ora che abbiamo fatto la rima, possiamo tutti tornarcene a casina. Miei cari bugiardelli, ben ritrovati in queste recensioni cariche di disagio, no sense e risate assicurate. Si, me lo dico da sola anche se magari a voi fanno schifo. Ma d’altronde l’autostima è qualcosa che le liars conoscono molto bene. Come solito fare, partiamo dal principio! C’eravamo lasciati dove nemmeno io so, nella terra di nessuno, dove regnava un disagio di teste mozzate a cazzoschi, VedoenonVedo che vagano nei boschi, figlie illegittime che vengono scoperte meglio delle trame di Beautiful e chi ne ha più ne metta… 

Spensierata è a riposo forzato con la sua spesa, colpita da un non letale proiettile di pistola, che ovviamente viene smarrita in quella cittadina trash dove succedono cose che non potrete mai immaginare. Spensierata non sa più chi è, quale madre o PADRE ha veramente ingravidato la JesseGa dei poveri, quale madre o sorella o fratello o prozio o cugino ha veramente un legame di sangue… non sa un cazzoschi. (E ridaje, ripetilo ancora) – Pooovera la nostra Spensierata, così tra le nuvole da voler a tutti i costi giocare a Jumanji, per poi lasciare accanto a se una lettera preziosa quando dorme. Siamo sicuri che la pallottola non le abbia sfiorato il cervello? Controllate, per favore. Ma la PADRE non più MADRE decide di agire per amore NON materno, per una volta. Sacrebleu. A Spensierata piace giocare con la tecnologia, le piacciono i giochi dove appena inserisci il telefono in uno spazio vuoto, parte pure l’animazione del paese dei balocchi. Le piacciono i pixel trash, le piace vedere fin dove la tecnologia di Marlene King of Trash può arrivare. Perché dovete ben sapere, che questo Jumanji dei poveri è in grado di fare qualsiasi cosa! Può illuminarsi se cerchi di ucciderlo, può sfornarti lettere calde calde, può azionarti un cellulare anche a distanza..

E la sa fare la ruota?

Non so voi, ma io voglio comprarlo. Passiamo a Aria, che con un passo da scarpe leopardate è tornata tra di noi. Poraccia come non è, deve ancora combattere con quel fantasma insulso di Nicole, che anche a distanza di chilometri deve scassarci i coglioni che non abbiamo. Ma Aria d’altronde deve pensare al suo matrimonio e quale occasione migliore per incontrare Holden? CHHHHHIIIIIIIIIIIIIII??? Holden, dai non ve lo ricordate? 

Va beh dai, non è importante, non preoccupatevi. E’ un po’ come Hanna che cerca di avviare la sua casa di moda e a noi non ce ne può fregare un cazzo. Almeno nel frattempo decide di denudarsi con Caleb, regalandoci qualche gioia qua e là. Non so se avete notato, ma è bastato un nano-secondo per far si che Spensierata tornasse tra le braccia di Toby, mentre Hanna tra le braccia di Caleb. Solo Aria continua col mai una gioia, sarà la punizione del vero guru della moda? E non scordiamoci di Emilio, che ha deciso di prendere a vagina prepotente la situazione con Alison. Sarà perché non sa come organizzare un’orgia di gruppo? D’altronde tra Piaggio e Alison non regna di certo buon sangue..

Insomma, alla fin fine cosa abbiamo scoperto in questa puntata? Beh, un emerito cazzo, tralasciando la fervida immaginazione di Marly. Toby è diventato il nuovo Harry Potter dei poveri, Yvonna è finalmente in coma, ma si sveglierà classica Bella Addormentata nel bosco; le liars commettono i soliti errori, come ad esempio lasciarsi sfuggire JesseGa e Jenna. L’albero genealogico della famiglia non Hastings è più complesso di quello di mia nonna e, dulcis in fundo, un accozzaglia di personaggi scomparsi, trame irrilevanti e hashtag per seguire su instagram la casa di moda di Hanna Marin. Scopriremo qualcosa di veramente rilevante nei restanti nove episodi? Le zoccolette sono tornate all’insegna del trash, ma in fondo ci erano mancate. 

Voto: Se un cinque e un otto non compare, la puntata sei devi votare! 

P.S. Marlene, la tecnologia del 4000 inventala tu, ti prego!

Trash compreso nel prezzo.

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