Ebbene si, avevo bisogno di un po’ di giorni per sbollire l’episodio, ma ahimè mi è rimasto un fastidiosissimo raspino in gola che non vuole andare via. Questa puntata può essere definita in tantissimi modi, ma credo che quello che calzi più a pennello di tutti sia INCOERENZA. Non si tratta di chi ami o odi, non si tratta di esultanza o di tristezza, qui si tratta su cosa si basa questo show. Questa volta sì, Once upon a time ha toppato di grosso, commettendo un errore madornale. Perché diciamocelo, questa morte non ha assolutamente senso.

Hai fini della trama, ai fini della seconda stagione, ai fini di mille cose che potrei nominarvi in questa recensione, sta di fatto che è assolutamente insensata. Qualcuno doveva morire? Certo, ci mancherebbe, ma perché in questo modo insulso e incoerente? Ve lo giuro, continuo a non spiegarmelo, sto pregando di aver visto l’episodio sbagliato! Neal, un personaggio trattato come pezza da piedi per tutta la durata della stagione tre, un personaggio che sembrava morto ma che poi era vivo. E dopo dieci puntate dopo? Beh, muore davvero. E qui, SOLO PER QUESTA VOLTA, il vero amore non trionfa. Vero, quello l’hanno solo Charming e Snow, i quali possono anche crepare a loop e salvarsi. Ma qui no, anche se il nostro Neal si ritrova il ciondolo della nostra Emma, che come dice la nostra Belle viene dal vero amore, tutto ciò non conta.

No, perché gli autori non provano nemmeno a fare il bacio del vero amore o nulla di tutto ciò. E vogliamo parlare di un padre? Un Tremotino che continua a perdere suo figlio? Io non sono sempre per il lieto fine, lo odio a morte, però sembra che questo lieto fine non venga dato solo a dei personaggi. E perché? Beh, per spingere su una fanservice. E ditemi quello che volete, ma questo è stato fatto per far mettere Hook ed Emma insieme. Davvero non mi capacito come il Capitan Swan possa accontentarsi così, di un amore che trionferà solo perché l’avversario è morto. Ma se siete contenti voi oh, non so veramente cosa dirvi.

A me personalmente il personaggio di Neal piaceva tantissimo, e vorrei ricordare anche a quelli che lo definiscono inutile che un Bea era presente sin dagli schemi della prima stagione. E no, non da grande. Questa storia è assolutamente incompleta non solo per lo Swanfire, ma anche per il rapporto padre e figlio. E no, non perdono questa grave incoerenza di trama agli autori e non la perdonerò mai. Parliamo invece dell’episodio in generale, analizzando anche gli altri personaggi presenti in questo episodio. Da chi posso partire?

Beh, Regina. Chi se non lei? L’ancora di salvezza che mi tiene attaccata a questo show. Con Robin devo ancora capire bene: mi piacciono tanto insieme, davvero tanto, ma ultimamente stanno formando troppe coppie.

Regina si merita un amore, ma allo stesso tempo mi manca immensamente vederla nei panni di una vera evil. Zelena invece, per quanto mi riguarda, per me può già tornarsene a Greenlandia e schiattare. Snow ovviamente continua a mostrarci la sua inutilità, mentre Hook è stato più sopportabile del solito per me in questa puntata (almeno con Neal). Sono contentissima sia stato approfondito ancora una volta il personaggio di Belle, aspetto che mi rovinino anche l’ultima ship e poi siamo apposto. (Sarà così..) – Detto ciò, io maledirò gli autori per il resto della mia vita, quanto mi mancano gli schemi coerenti della season uno!

P.S. Farò sicuramente causa ai produttori di ouat per le lacrime versate.

Irene 

Ecco il promo del prossimo episodio:

 

Commenti disabilitati su Once Upon a Time: Recensione episodio 3×15: Quiet Minds