Grey’s Anatomy: Recensione 12×01: Sledgehammer

Non state sognando, Grey’s Anatomy è ufficialmente tornato. Inutile mentire, lo so che avete visto l’episodio nonostante la morte di Derek, siete troppo deboli e affezionati a questa chicca per lasciarla andare. Siamo arrivati alla dodicesima stagione e mi sembra a dir poco surreale come traguardo, eppure è così. E’ stata una premiere classica, proprio nello stile di Grey’s e su questo non si discute. Però, devo dire che mi aspettavo un pizzichino di più. In genere la storia che ci viene presentata nella 12×01, è a dir poco toccante. E’ sempre un colpo al cuore veder affrontare dalla nostra Shondona temi come l’omofobia, ma d’altronde solo lei ha il coraggio di affrontarli.

Come da aspettative, lo fa in una maniera emozionante e toccante. Ho adorato Callie, sempre pronta a difendere non solo quello che è, ma anche la natura degli altri. Ho adorato la Pierce, con quel cazzotto tra il meritato e l’esilarante. Ho amato Alex, che per far incontrare i padri delle due ragazze, le ha fatte uscire dall’operazione insieme. Ho amato a dir poco tutti! Persino Arizona in questa puntata mi è stata simpatica, quindi potrete immaginarmi sotto l’effetto di qualche sostanza stupefacente.

Quello che mi ha fatto rabbia? La poca rappresentazione dei nostri personaggi. Infatti, speravo in qualche svolta in più, sopratutto in ambito Japril. Lo sapete quanto amo quei due e, vederli in quelle condizioni, mi ha spezzato nuovamente il cuore. Ma lo sappiamo che la nostra Shondona non è per le coppie felici! Mi è dispiaciuto soprattutto vedere così poca April nella premiere, mi aspettavo una fetta in più, sopratutto dopo averla sentita nominare per tutta la puntata. So già che soffriremo nuovamente per loro due, tanto quanto abbiamo sofferto ad aspettare un loro matrimonio, quindi.. mettiamoci comodi.

Anche se i personaggi non sono stati al centro delle argomentazioni, non ho potuto che soffermarmi più di una volta sul trio Amelia, Pierce & Meredith. Un trio che ha chiuso l’undicesima stagione e non vedevo l’ora di rivedere. Spero che siano la colonna portante di questa dodicesima stagione, perché sono a dir poco fantastiche. I riferimenti al sole poi sono stati l’apice, ditemi che non sono stata l’unica ad averli notati. E, per chi crede che Meredith si sia ripresa un po’ troppo in fretta, forse dovrebbe farsi un ripassino. Vi ricordo che c’è un grande salto temporale, che non riusciamo realmente a percepire, considerando che per noi sono passate solamente poche puntate.

Sarò cattiva, ma spero che questa stagione si sviluppi tra il sadismo e le risate. Non vedo l’ora di piangere, anche se vi confesso che in questa premiere mi sono emozionata parecchio. Come vi ho detto mi emoziono anche con le stroyline dei pazienti, sono da rinchiudere. Finalmente è tornata anche in grande stile la Bailey, mi era mancata. La vedevo sottotono da svariate stagioni ed è quasi assurdo che proprio Ben, che tra l’altro non sopporto, l’abbia fatta uscire dal suo guscio. Spero che nelle vesti di capo torni a essere in pieno stile prime season, anche se ormai si è ammorbidita fin troppo.

In conclusione sono troppo contenta che sia tornato il mio show preferito in assoluto, come potrete immaginare. Mi era mancato così tanto che non so descriverlo. Chi morirà quest’anno? Su chi mettiamo la monetina della morte? Quanto malediremo Shonda? Io non vedo l’ora di scoprirlo, così come non vedo l’ora della prossima settimana!

P.s le musiche scelte per questo episodio erano a dir poco fantastiche, ma non avevo dubbi!

Voto 8-

Commenti disabilitati su Grey’s Anatomy: Recensione 12×01: Sledgehammer