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Grey’s Anatomy: Recensione 11×14: The Distance

♫ Supereroi contro la Municipale, Supereroi contro le forze del male, senza di noi non ci sarà più futuro. ♫ Ho pregato fino alla fine in una piccola gioia, e per fortuna per una buona volta qualcuno non è morto. Grazie Shonda, anche se per tutto l’episodio non ho fatto altro che piangere come una disperata. Ho adorato tutto: dalla scelta di creare una sorta di ricordi tra Nicole e Arizona, alla scelta di far andare tutti in galleria. Con questa seconda cosa, sembrava di essere tornati ai tempi in cui gli specializzandi guardavano i grossi interventi. E di fatti, becchiamo proprio un inesperto insistente che tartassa di domande la nostra Mer..Adoro! Ma la vera protagonista non poteva che essere lei, Amelia. Ancora una volta ha fatto vedere quanto vale, sconfiggendo la morte una volta per tutte.

Anche con un momento di cedimento, che solo una sorella può avere, si è dimostrata semplicemente umana. Un intervento così lungo crea panico, ansia e bisogno di sentirsi appoggiati. La Edwards si è dimostrata un personaggio degno di essere al fianco di Amelia fino alla fine, non lo avrei mai detto. Fino a inizio stagioni la odiavo a morte, invece in questi ultimi episodi ha acquistato molti punti ai miei occhi. Arizona lontano da Callie è un’altra che sta migliorando, soprattutto dopo aver conosciuto Nicole. In questo episodio ha dimostrato di essere quella giusta per prendere il comando, risolvendo un intervento che fino a poco fa non sarebbe riuscita a concludere. E’ stato anche un modo per distrarsi dall’intervento che sta subendo una sua amica, perché alla fine è questo che è diventata Nicole per lei. La paura regna sovrana, soprattutto dopo che l’intervento si conclude e arriva l’ora della verità: quella di svegliarsi. Si aspettano ore, giorni.. non lo sappiamo.

Ma Arizona è consumata dal dubbio di una decisione ardua, che ancora una volta riesce a reprimere grazie a Callie. Quando Nicole apre gli occhi è l’ora dell’amara realtà: sarà tutto come prima? Assolutamente no, ovviamente. Perché si sa che la nostra Shondona non avrebbe mai optato per un lieto fine. Nicole è rimasta cieca, ma è rimasta anche orgogliosa della sua allieva. Questo episodio l’ho trovato toccante per diversi aspetti, ma quello che ho apprezzato di più è stata la fragilità di Amelia. Per un momento ho creduto veramente apparisse Derek, con un’entrata proprio alla supereroe, ma non è avvenuto.

Perché l’intervento è solo di Amelia e merita di portarlo a termine. Ho adorato la vicinanza e preoccupazione di Owen, il supporto di Richard, la spalla sicura di Meredith. Ho adorato rivedere April, ancora così fragile e scottata. Ma il tema di questo episodio è dannatamente chiaro: “Nessuno ricorda le cose semplici, ricordano il sangue, le ossa e la lunga, sofferta scalata per raggiungere la vetta. Ed è così che si diventa leggendari.”

Voto 9

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