The Haunting of Hill House: Recensione (NETFLIX)

The Haunting of Hill House: Recensione (NETFLIX)

Le storie dell’orrore, quelle che ti tengono sveglia la notte. Le storie che sono come un puzzle: per ricostruirle ci vuole logica e pazienza. Ma Hill House non è una semplice storia dell’orrore. Ebbene no, non sono rimasta terrorizzata da questi dieci episodi di pura poesia. Ne sono rimasta ammaliata. Perchè Hill House è una storia di famiglia, di amore, di fantasmi. Fantasmi che si ci perseguitano, ma con un giusto scopo a riguardo. Ed è proprio con la casa infestata più celebre, che mattone dopo mattone, ricostruiamo la vita della famiglia Crain. Hugh e Olivia, affronteranno questo viaggio con i propri figli: Steve, Shirl, Theo, Luke e Nell. Figli che un giorno cresceranno, ricorderanno e metteranno insieme i pezzi di quelli che sono stati per loro incubi fin da bambini. Gli incubi che ci perseguitano, ma che talvolta hanno anche una spiegazione logica. 

Dalla narrazione di Steve, che decide – una volta adulto – di raccontare quelle terribili vicende, scopriamo sempre più su Hill House. Non una semplice casa, ma un posto da cui tenersi alla larga. Steve approfondisce, insieme ai suoi fratelli, il proprio passato. La famiglia dovrà riunirsi ancora una volta in quella casa, per trovare le risposte ai propri dubbi. La perdita di uno dei figli di Hugh e Olivia, sarà sicuramente l’elemento chiave, che metterà in moto tutta la narrazione di questa inquietante vicenda. Non temete però, non avrete paura. Avrete invece dolore. Vivrete il dolore insieme a questi piccoli bambini, che una volta cresciuti dovranno fare i conti con loro stessi. La tensione, così come la brama di scoprirne sempre di più, angoscerà il nostro io, facendoci quasi vivere in prima persona la casa infestata.

Dalla narrazione di Mike Flanagan, Hill House svolge il suo compito. Non fa tremare di paura, così come non viene definito poi un vero horror. Per quanto mi riguarda ha un sapore agrodolce. Un mix di un giallo irrisolvibile, che ci farà affrontare un vero e proprio viaggio nei sentimenti. Chi mi conosce lo sa bene, odio le storie paranormali. Con questi dieci scarsi episodi, della durata a volte forse un po’ troppo lunga, ho potuto invece assaporare una nuova facciata del fantasma. Il tutto viene narrato con una logica, uno scopo, una soluzione più che coerente. Non siamo di fronte a una semplice casa infestata, ma siamo pronti a vivere sicuramente un’avventura senza precedenti. Dal fascino della casa stessa, alla fotografia, alle splendide musiche, Hill House è riuscito a conquistarmi. Un finale perfetto, forse un po’ amaro per quanto mi riguarda. Non sarebbe assolutamente necessaria una seconda stagione, ma a quanto sembra è già stato rinnovato. Staremo quindi a vedere cosa si inventeranno. Per ora invece, anche se con netto in ritardo dalla sua uscita, non mi resta che consigliarvela. 

Voto 8

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