Recensione: “Absence: Il gioco dei quattro” di Chiara Panzuti

Un altro libro che ho letto in questi ultimi giorni, o meglio in una manciata di ore, è quello di Chiara Panzuti. Ringrazio la Fazi editori per avermelo gentilmente inviato e scorrete per scoprire cosa ne penso..

Titolo: Absence: Il gioco dei quattro

Autore: Chiara Panzuti

Edito da: Fazi Editore

Pagine: 332

Prezzo: 15,00 €

Data d’uscita: 1 Giugno 2017

Trama: Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre? La sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento. Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso e apparentemente folle, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13′07″S 78°30′35″W, le coordinate per tornare a vedere. Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo.
Primo volume della trilogia di Absence, Il gioco dei quattro porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono. Cosa resterebbe della nostra esistenza, se il mondo non fosse più in grado di vederci?
Quanto saremmo disposti a lottare, per affermare la nostra identità? Un libro intenso e profondo; una sfida moderna per ridefinire noi stessi. Una storia per essere visti. E per tornare a vedere.

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La mia recensione:

Absence: Il gioco dei quattro è sicuramente un libro diverso dagli altri. È un libro che colpisce per la sua originalità, ma che fa ben presto a perdersi tra le sue pagine. Le vicende ruotano attorno a quattro protagonisti, ma la voce narrante è principalmente una: Faith. I quattro condividono l’invisibilità e da un giorno all’altro si ritrovano a vivere una nuova vita. Una vita che cancellerà quella vecchia, spazzando via ricordi e persone care. È ovviamente un mondo irreale quello creato dall’autrice, che riesce però a gestirsi con estrema maestria. Ho divorato il romanzo in un battibaleno, ma ho trovato qualche lacuna. Sebbene infatti la storia sia fantastica sotto ogni punto di vista, risulta alquanto ripetitiva. L’autrice avrebbe dovuto forse alleggerirla di più, ampliando le vicende dei personaggi.

Perché sì, alla fin fine questi ‘quattro’, fanno le stesse identiche cose per tutta la durata del libro. Questo fa risultare la scrittura pesante nella parte centrale del romanzo, per poi ad arrivare a un finale inaspettato. Un finale che fa sicuramente riflettere e che ti lascia l’amaro in bocca. Alla fin fine direi che Absence è un romanzo che mi ha convinto, anche se non mi ha fatto letteralmente innamorare. Un romanzo che vi consiglio sopratutto per la trama diversa dal solito e che vi farà anche un pochino riflettere senza troppo irrealismo.

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